Ogni incarico segue un protocollo in sei fasi, pensato per dialogare in modo naturale con le esigenze del difensore:
→ Brief legale
Incontro con il difensore (o il cliente insieme al difensore) per individuare il “punto di diritto” da dimostrare, l’oggetto dell’onere probatorio e i limiti dell’indagine (proporzionalità, privacy, budget, tempi).
→ Pianificazione
Scelta degli strumenti più efficaci (sorveglianza, OSINT, digital forensics, indagini patrimoniali) e definizione delle tempistiche coerenti con le scadenze processuali (memorie, udienze, termini ex art. 183 c.p.c., ecc.).
→ Acquisizione prove
Raccolta di dati nel rispetto della privacy e della normativa di settore: logging tecnico delle attività, videoriprese time-stamped, acquisizioni digitali forensi con hash di integrità, rilievi fotografici e documentali con tracciatura della provenienza.
→ Analisi & correlazione
Verifica dei risultati con software certificati, estrazione di pattern e anomalie, ricostruzione delle coerenze/incoerenze fra dichiarazioni di parte, documenti, cronologie e geolocalizzazioni; predisposizione di timeline leggibili dal giudice.
→ Relazione tecnica
Stesura di report court-ready con allegati (foto, hash, trascrizioni, visure, perizie), chiara distinzione tra fatti osservati, inferenze ragionevoli e ipotesi che restano tali; indicazione puntuale delle fonti utilizzate.
→ Deposizione in giudizio
Se richiesto, l’autore dell’indagine può comparire come consulente tecnico di parte o testimone qualificato per illustrare metodologie, limiti e risultati, rispondendo ai quesiti del giudice e alle osservazioni della controparte.
L’utilizzo combinato di metodi convenzionali (sopralluoghi, interviste, osservazioni) e innovativi (digital forensics, e-Discovery, OSINT) permette di massimizzare l’efficacia della raccolta di prove.