Indagini settoriali e industriali

Indagini settoriali e industriali

La tutela dei “tesori aziendali”.

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In questa fase, proprio perchè comuni a tutti i settori che verranno presi in esame, non verranno trattate, le tematiche di sicurezza e di investigazione proprie delle organizzazioni aziendali, soprattutto se complesse.

Infatti, a prescindere dall’ambito merceologico, tutti i settori hanno problemi di difesa dell’integrità del proprio patrimonio immobiliare ed infrastrutturale.

In ogni struttura aziendale complessa si pone il problema di prestabilire, con periodicità, attività di bonifica tecnologica, ambientale e digitale, con particolare attenzione agli sconfinati orizzonti che la cybersecurity ha dischiuso.

In ogni ambito, merita particolare attenzione la sicurezza personale, si tracciano indagini per la valutazione dei rischi, per la tutela dell’organico aziendale apicale e delle rispettive cerchie familiari e personali, dell’intero management e di tutto il personale inserito all’interno del progetto aziendale.

Tutti hanno il problema di individuare i soggetti più adatti a rivestire le singole funzioni all’interno dell’organizzazione.


Per tutte queste tematiche generali, riteniamo opportuno l’approccio fornito nell’illustrazione dei servizi sviluppati per ogni singola funzione sensibile, prescindendo, metodologicamente, dall’oggetto della cui produzione o sviluppo l’ambito settoriale ed industriale si occupa.

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Un tempo, si pensava che l’unica operatività dell’investigatore privato fosse quella di pedinamenti a mogli o mariti fedifraghi, mentre oggi il detective si occupa di una galassia di comportamenti illeciti.

Dai reati aziendali, all’assenteismo ingiustificato, alle forme di infedeltà aziendale, alla sottrazione indebita di dati sensibili, sino a giungere a vere e proprie forme di controspionaggio industriale.

Le aziende, oggi, richiedono indagini su perdite (indotte, volontarie o fortuite) di dati strettamente riservati, oppure su casi di fughe informative, forme di corruzione o di concorrenza sleale, che, spesso, nascono dall’interno.

È intuitivo, pertanto, come sia fondamentale operare con oculatezza la scelta dell’intero organico da inserire nei punti nevralgici della propria impresa.

Ed ecco allora la centralità del supporto di una potente organizzazione di investigatori privati, fra loro altamente interconnessi.


L’utilizzo esponenziale di internet per ogni attività aziendale pone il problema anche della verifica puntuale e costante dell’infrastruttura hardware.

È sempre più incombente il rischio che consegue dall’operato degli hackers che, in termini gergali, “bucano” la rete e sono in grado di impossessarsi di dati sensibili o, comunque, notizie riservate su ogni attività aziendale.

E ciò, spesso, per ottenere, a mezzo di vere e proprie estorsioni, ingiusti profitti dall’azienda stessa, o dalla rivendita a concorrenti (che, talvolta, ne possono essere addirittura i committenti).

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Le imprese che temevano la potenzialità dannosa di tali comportamenti hanno coltivato la cultura dell’attenzione in tali direzioni.

L’investigatore privato ha operato accurate ispezioni di tutti gli spazi aziendali ove risultano collocate apparecchiature elettroniche in grado di trasmettere informazioni, portando a termine operazioni di attenta bonifica.

La tutela dei “tesori aziendali” può anche avvenire mediante una attenta attività di ricerca sulle fonti aperte, che consenta di capire quanta parte del patrimonio informatico aziendale risulti illecitamente pubblicata e mettere a punto le successive opportune contromisure.


Questa sensibilità è particolarmente diffusa all’estero, ma sta iniziando a farsi strada anche negli ambienti aziendali nazionali, dove un sempre maggior numero di aziende preferisce un’azione di prevenzione.

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Ulteriore ambito, fra i molti ipotizzabili, è dato dall’analisi della fase di “market entry” per attività o prodotti che si intendano proporre al mercato.

In questo caso, le agenzie di investigazione redigono dossier dettagliati sui competitors e forniscono informazioni specifiche sulle opportunità di mercato offerte e sui fattori di rischio.


Inoltre, nell’ambito delle indagini industriali, vi sono una serie di settori nei quali, ultimamente, è stato dato maggior risalto per l’evolversi di un “idem sentire” condiviso, a livello planetario, sui temi della sostenibilità in genere.

Solo le agenzie di investigazioni private hanno la versatilità di coprire tutte le innumerevoli fattispecie che ogni settore merceologico genera: metalmeccanica, chimica, oreficeria, elettronica, grande distribuzione, etc.

Tutti questi settori dichiarano e documentano la problematica comune degli ammanchi di cassa, delle differenze inventariali, delle appropriazioni indebite poste in essere dall’utenza in ogni singolo esercizio costituente la “rete” sul territorio nel settore commerciale, della ristorazione, aeroportuale, ferroviario ed autostradale e della grande distribuzione organizzata.

L’intervento dell’investigatore privato sarebbe certamente auspicato da Henry Ford, che sosteneva che:
“Il meglio che possiamo fare è cogliere le opportunità, calcolare i rischi connessi, stimare la nostra abilità di gestirli, e fare i nostri progetti con fiducia”.

Alcuni di questi aspetti, infatti, troverebbero giovamento dalla validazione offerta da un’attenta attività investigativa.


Da ultimo, rimaneva l’aspetto della classificazione e si è pensato, onde ottenere una partitura istituzionale e condivisa, di adottare i codici ATECO (ATtività ECOnomiche).

Ovvero la tipologia di codici adottata dall’ISTAT per le rilevazioni statistiche nazionali di carattere economico, il quale rappresenta l’evoluzione della nomenclatura, tradotta in italiano, “NACE”, a suo tempo elaborata in sede EUROSTAT ed adattata dall’ISTAT alla morfologia del sistema economico italiano.

Da un punto di vista metodologico, si ricorda che si tratta di una classificazione alfa-numerica con diversi gradi di dettaglio.

Le lettere indicano il macro-settore di attività economica, mentre i numeri (che vanno da due fino a sei cifre) rappresentano le articolazioni e le disaggregazioni dei settori stessi.

Le varie attività economiche sono raggruppate, dal generale al particolare, in sezioni (codifica: 1 lettera), divisioni (2 cifre), gruppi (3 cifre), classi (4 cifre), categorie (5 cifre) e sottocategorie (6 cifre).

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Si è pensato di rivisitare analiticamente tutto l’elenco dei macro-settori di attività economica, per segnalare quegli ambiti nei quali il ruolo dell’investigatore privato può sviluppare una serie di rilevanti sinergie.

A fine di inquadramento sistematico, si passerà rapidamente in rassegna il novero delle attività economiche, attingendo alla sterminata fonte informativa messa a disposizione dal Rapporto ISTAT sulla competitività dei settori produttivi (Ediz. 2019).

Per esporre sommariamente i principali indicatori sulle caratteristiche strutturali di ogni singolo settore (numero di imprese, numero di addetti e fatturato, intendendosi il ricavo da vendite e prestazioni).

Utilizzando, poi, la gamma dei Codici ATECO si sono isolate le descrizioni degli ambiti nei quali è possibile individuare “spazi di manovra” per le attività dell’investigatore privato, esponendone un breve abstract per ciascuna di esse, creando così un “catalogo” potenzialmente sterminato delle fattispecie di intervento investigativo in ambito industriale.

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