Investigazioni industriali e settoriali

Investigazioni per il settore energie rinnovabili (biomasse, bioraffinerie, biocarburanti)

Solo nel 2017 sono stati stanziati oltre 300 miliardi nei diversi settori dello sviluppo e innovazione.

Investigazioni per il settore energie rinnovabili (biomasse, bioraffinerie, biocarburanti)


Mai come in questa fase della storia dell’umanità si è fatto ricorso a fonti rinnovabili per la produzione di energia.

Si è cominciato conseguentemente a parlare di fotovoltaico, risorse idriche, vento, risorse geotermiche, moto ondoso, biomasse solide, bioliquidi, biogas e solare termodinamico.

La domanda di energia primaria, nel 2011, si attestava intorno ai 173 Mtep (Milioni di Tonnellate di Petrolio Equivalente) e lo scenario mondiale aveva accentrato la propria attenzione alle tematiche della riduzione dell’utilizzo dei carburanti fossili e del perseguimento di una progressiva decarbonizzazione per una lotta in nome della sostenibilità ambientale.


Il mondo investe sempre più sulle energie rinnovabili.

Bloomberg New Energy Finance ha stimato che nel 2017 sono stati destinati 333.5 miliardi di dollari allo sviluppo delle tecnologie verdi e che sono stati messi in esercizio 160 GW di rinnovabile a livello mondiale (98 GW di solare e 56 GW di eolico).

Le biomasse indicano una serie di materiali di origine biologica, generalmente scarti (esemplificativamente legna da ardere, ramaglie e residui di attività agricole e forestali, scarti dell’industria alimentare, liquidi reflui derivanti dagli allevamenti, alghe marine etc.).

Le biomasse utilizzano poi centrali che ne estraggono energia attraverso diverse tecniche quali combustione diretta, pirolisi, estrazione di gas di sintesi tramite gassificazione.

L’EEA (Agenzia Europea per l’Ambiente) ha sviluppato un dossier intitolato “Bioenergie in Europa” in una prospettiva di efficienza delle risorse.

Uno dei primi esempi di bioraffineria è stato fornito dal gruppo Mossi & Ghisolfi, che in collaborazione con l’ENEA, ha sviluppato un processo per la produzione di etanolo di seconda generazione da biomasse lignocellulosiche che hanno portato alla realizzazione e messa in funzione di impianti pilota continui nel 2011.

La produzione industriale ha visto la produzione e distribuzione su larga scala di biocarburanti liquidi ricavati quasi esclusivamente da prodotti agricoli come la canna da zucchero, mais ed altri cereali, barbabietole ed alcune colture oleaginose.

Tuttavia, l’elevata richiesta di terreno agricolo da destinare a tali produzioni ha comportato, come diretta conseguenza, la necessità di ricorrere a massicce importazioni di materie prime e o prodotto finito (soprattutto etanolo) da paesi terzi.

L’IRENA (International Renewable Agency) nel proprio rapporto annuale “Renewable Energy and Jobs”, ha comunicato che il dato dell’occupazione in tale settore è giunto ad un totale di 11 milioni di occupati a livello mondiale.

Tale innovativo settore in costante ed esponenziale sviluppo è particolarmente sensibile a tutte le investigazioni ed indagini protese alla tutela del patrimonio aziendale delle proprie ricerche e sviluppo, nonché al controllo della virtuosità dei dipendenti, fornitori e partners coinvolti in ogni singolo progetto al pari delle attività di monitoraggio della sicurezza di uomini, impianti e processi.