Tale tipologia di dati viene conservata dal gestore del servizio, secondo quanto sancito dal D. LGS. 109/2008, fino a 72 mesi, al fine di facilitare la repressione di reati, senza tuttavia tenere traccia del contenuto delle comunicazioni.
Parimenti, con lo sviluppo dei servizi di rete internet per smartphone, il legislatore ha stabilito che i dati di utilizzo relativi al traffico telematico, in entrata ed in uscita, vengano archiviati per 12 mesi.
L’accesso a questo genere di dati, in quanto direttamente riferibili all’utilizzo che una persona fa del suo smartphone e, pertanto, alla sua privacy, è riservato al singolo utente che voglia controllare il proprio traffico o, in alternativa, dietro esclusiva autorizzazione della magistratura.
Qualsiasi accesso che non rientri in questi due scenari costituisce fattispecie di reato ed è perseguibile penalmente.