Codice di procedura penale Libro secondo - Atti

Disposizioni generali

Titolo I

Disposizioni generali


Titolo I - Disposizioni generali


Art. 109 - Lingua degli atti
1. Gli atti del procedimento penale sono compiuti in lingua italiana.

2. Davanti all'autorità giudiziaria avente competenza di primo grado o di appello su un territorio dove è insediata una minoranza linguistica riconosciuta, il cittadino italiano che appartiene a questa minoranza è, a sua richiesta, interrogato o esaminato nella madrelingua e il relativo verbale è redatto anche in tale lingua.

Nella stessa lingua sono tradotti gli atti del procedimento a lui indirizzati successivamente alla sua richiesta.

Restano salvi gli altri diritti stabiliti da leggi speciali e da convenzioni internazionali.

3. Le disposizioni di questo articolo si osservano a pena di nullità.


Art. 110 - Sottoscrizione degli atti
1. Quando è richiesta la sottoscrizione di un atto, se la legge non dispone altrimenti, è sufficiente la scrittura di propria mano, in fine dell'atto, del nome e cognome di chi deve firmare.

2. Non è valida la sottoscrizione apposta con mezzi meccanici o con segni diversi dalla scrittura.

3. Se chi deve firmare non è in grado di scrivere, il pubblico ufficiale, al quale è presentato l'atto scritto o che riceve l'atto orale, accertata l'identità della persona, ne fa annotazione in fine dell'atto medesimo.


Art. 111 - Data degli atti
1. Quando la legge richiede la data di un atto, sono indicati il giorno, il mese, l'anno e il luogo in cui l'atto è compiuto.

L'indicazione dell'ora è necessaria solo se espressamente descritta.

2. Se l'indicazione della data di un atto è prescritta a pena di nullità, questa sussiste soltanto nel caso in cui la data non possa stabilirsi con certezza in base ad elementi contenuti nell'atto medesimo o in atti a questo connessi.


Art. 112 - Surrogazione di copie agli originali mancanti
1. Salvo che la legge disponga altrimenti, quando l'originale di una sentenza o di un altro atto del procedimento, del quale occorre fare uso, è per qualsiasi causa distrutto, smarrito o sottratto e non è possibile recuperarlo, la copia autentica ha valore di originale ed è posta nel luogo in cui l'originale dovrebbe trovarsi.

2. A tal fine, il presidente della corte o del tribunale, anche di ufficio, ordina con decreto a chi detiene la copia di consegnarla alla cancelleria, salvo il diritto del detentore di avere gratuitamente un'altra copia autentica.


Art. 113 - Ricostituzione di atti
1. Se non è possibile provvedere a norma dell'articolo 112, il giudice, anche di ufficio, accerta il contenuto dell'atto mancante e stabilisce con ordinanza se e in quale tenore esso deve essere ricostituito.

2. Se esiste la minuta dell'atto mancante, questo è ricostituito secondo il tenore della medesima, quando alcuno dei giudici che l'hanno sottoscritto riconosce che questo era conforme alla minuta.

3. Quando non si può provvedere a norma dei commi 1 e 2, il giudice dispone con ordinanza la rinnovazione dell'atto mancante, se necessario e possibile, prescrivendone il modo ed eventualmente indicando anche gli altri atti che devono essere rinnovati.


Art. 114 - Divieto di pubblicazione di atti e di immagini
1. È vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto.

2. È vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare, fatta eccezione per l'ordinanza indicata dall'articolo 292. (2)

3. Se si procede al dibattimento, non è consentita la pubblicazione, anche parziale, degli atti del fascicolo per il dibattimento, se non dopo la pronuncia della sentenza di primo grado, e di quelli del fascicolo del pubblico ministero, se non dopo la pronuncia della sentenza in grado di appello.

È sempre consentita la pubblicazione degli atti utilizzati per le contestazioni.

4. È vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti del dibattimento celebrato a porte chiuse nei casi previsti dall'articolo 472 commi 1 e 2.

In tali casi il giudice, sentite le parti, può disporre il divieto di pubblicazione anche degli atti o di parte degli atti utilizzati per le contestazioni.

Il divieto di pubblicazione cessa comunque quando sono trascorsi i termini stabiliti dalla legge sugli archivi di Stato ovvero è trascorso il termine di dieci anni dalla sentenza irrevocabile e la pubblicazione è autorizzata dal ministro di grazia e giustizia.

5. Se non si procede al dibattimento, il giudice, sentite le parti, può disporre il divieto di pubblicazione di atti o di parte di atti quando la pubblicazione di essi può offendere il buon costume o comportare la diffusione di notizie sulle quali la legge prescrive di mantenere il segreto nell'interesse dello Stato ovvero causare pregiudizio alla riservatezza dei testimoni o delle parti private.

Si applica la disposizione dell'ultimo periodo del comma 4.

6. È vietata la pubblicazione delle generalità e dell'immagine dei minorenni testimoni, persone offese o danneggiati dal reato fino a quando non sono divenuti maggiorenni.

È altresì vietata la pubblicazione di elementi che anche indirettamente possano comunque portare alla identificazione dei suddetti minorenni (1).

Il tribunale per i minorenni, nell'interesse esclusivo del minorenne, o il minorenne che ha compiuto i sedici anni, può consentire la pubblicazione.

6-bis. È vietata la pubblicazione dell'immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all'uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica, salvo che la persona vi consenta.

7. È sempre consentita la pubblicazione del contenuto di atti non coperti dal segreto.

(1) Il secondo periodo di questo comma è stato inserito dall’art. 10, comma 8, della L. 3 maggio 2004, n. 112.

(2) Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 dicembre 2017, n. 216, a decorrere dal 26 gennaio 2018; per l’applicabilità e l’efficacia di tale disposizione vedi l’art. 9, commi 1 e 2, del medesimo D.Lgs. n. 216/2017.

 
Art. 115 - Violazione del divieto di pubblicazione
1. Salve le sanzioni previste dalla legge penale, la violazione del divieto di pubblicazione previsto dagli articoli 114 e 329 comma 3 lettera b) costituisce illecito disciplinare quando il fatto è commesso da impiegati dello Stato o di altri enti pubblici ovvero da persone esercenti una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato.

2. Di ogni violazione del divieto di pubblicazione commessa dalle persone indicate nel comma 1 il pubblico ministero informa l'organo titolare del potere disciplinare.


Art. 116 - Copie, estratti e certificati
1. Durante il procedimento e dopo la sua definizione, chiunque vi abbia interesse può ottenere il rilascio a proprie spese di copie, estratti o certificati di singoli atti.

2. Sulla richiesta provvede il pubblico ministero o il giudice che procede al momento della presentazione della domanda ovvero, dopo la definizione del procedimento, il presidente del collegio o il giudice che ha emesso il provvedimento di archiviazione o la sentenza.

3. Il rilascio non fa venire meno il divieto di pubblicazione stabilito dall'articolo 114.

3-bis. Quando il difensore, anche a mezzo di sostituti, presenta all'autorità giudiziaria atti o documenti, ha diritto al rilascio di attestazione dell'avvenuto deposito, anche in calce ad una copia.


Art. 117 - Richiesta di copie di atti e di informazioni da parte del pubblico ministero
1. Fermo quanto disposto dall'articolo 371, quando è necessario per il compimento delle proprie indagini, il pubblico ministero può ottenere dall'autorità giudiziaria competente, anche in deroga al divieto stabilito dall'articolo 329, copie di atti relativi ad altri procedimenti penali e informazioni scritte sul loro contenuto.

L'autorità giudiziaria può trasmettere le copie e le informazioni anche di propria iniziativa.

2. L'autorità giudiziaria provvede senza ritardo e può rigettare la richiesta con decreto motivato.

2-bis. Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, nell'ambito delle funzioni previste dall'articolo 371-bis accede al registro delle notizie di reato, al registro di cui all'articolo 81 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché a tutti gli altri registri relativi al procedimento penale e al procedimento per l'applicazione delle misure di prevenzione.

Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo accede, altresì, alle banche di dati logiche dedicate alle procure distrettuali e realizzate nell'ambito della banca di dati condivisa della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (1).

(1) Comma aggiunto dall'art. 4, comma nono, D.L. 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 1992, n. 356, poi modificato dall’art. 2, comma 1, L. 15 luglio 2009, n. 94 e, infine, così sostituito dall’art. 9, comma 3, D.L. 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 aprile 2015, n. 43.

 
Art. 118 - Richiesta di copie di atti e di informazioni da parte del ministro dell'interno
1. Il ministro dell'interno, direttamente o a mezzo di un ufficiale di polizia giudiziaria o del personale della Direzione investigativa antimafia appositamente delegato, può ottenere dall'autorità giudiziaria competente, anche in deroga al divieto stabilito dall'articolo 329, copie di atti di procedimenti penali e informazioni scritte sul loro contenuto, ritenute indispensabili per la prevenzione dei delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza.

L'autorità giudiziaria può trasmettere le copie e le informazioni anche di propria iniziativa.

1-bis. Ai medesimi fini l'autorità giudiziaria può autorizzare i soggetti indicati nel comma 1 all'accesso diretto al registro previsto dall'articolo 335, anche se tenuto in forma automatizzata.

2. L'autorità giudiziaria provvede senza ritardo e può rigettare la richiesta con decreto motivato.

3. Le copie e le informazioni acquisite a norma del comma 1 sono coperte dal segreto di ufficio.


Art. 118-bis - Richiesta di copie di atti e di informazioni da parte del Presidente del Consiglio dei ministri. 
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri può richiedere all’autorità giudiziaria competente, anche in deroga al divieto stabilito dall’articolo 329, direttamente o a mezzo del direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, copie di atti di procedimenti penali e informazioni scritte sul loro contenuto ritenute indispensabili per lo svolgimento delle attività connesse alle esigenze del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

2. Si applicano le disposizioni dell’articolo 118, comma 2 e 3.

3. L’autorità giudiziaria può altresì trasmettere le copie e le informazioni di cui al comma 1 anche di propria iniziativa.

Ai medesimi fini l’autorità giudiziaria può autorizzare l’accesso diretto di funzionari delegati dal direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza al registro delle notizie di reato, anche se tenuto in forma automatizzata.

(1) Articolo inserito dall’art. 14 della L. 3 agosto 2007, n. 124

 
Art. 119 - Partecipazione del sordo, muto o sordomuto ad atti del procedimento
1. Quando un sordo, un muto o un sordomuto vuole o deve fare dichiarazioni, al sordo si presentano per iscritto le domande, gli avvertimenti e le ammonizioni ed egli risponde oralmente; al muto si fanno oralmente le domande, gli avvertimenti e le ammonizioni ed egli risponde per iscritto; al sordomuto si presentano per iscritto le domande, gli avvertimenti e le ammonizioni ed egli risponde per iscritto.

2. Se il sordo, il muto o il sordomuto non sa leggere o scrivere, l'autorità procedente nomina uno o più interpreti, scelti di preferenza fra le persone abituate a trattare con lui.

(1) A norma dell’art. 1 della L. 20 febbraio 2006, n. 95, in tutte le disposizioni legislative vigenti il termine “sordomuto” è sostituito con l’espressione “sordo”.

 
Art. 120 - Testimoni ad atti del procedimento
1. Non possono intervenire come testimoni ad atti del procedimento:

a) i minori degli anni quattordici e le persone palesemente affette da infermità di mente o in stato di manifesta ubriachezza o intossicazione da sostanze stupefacenti o psicotrope.

La capacità si presume sino a prova contraria;

b) le persone sottoposte a misure di sicurezza detentive o a misure di prevenzione.


Art. 121 - Memorie e richieste delle parti
1. In ogni stato e grado del procedimento le parti e i difensori possono presentare al giudice memorie o richieste scritte, mediante deposito nella cancelleria.

2. Sulle richieste ritualmente formulate il giudice provvede senza ritardo e comunque, salve specifiche disposizioni di legge, entro quindici giorni.


Art. 122 - Procura speciale per determinati atti
1. Quando la legge consente che un atto sia compiuto per mezzo di un procuratore speciale, la procura deve, a pena di inammissibilità, essere rilasciata per atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve contenere, oltre alle indicazioni richieste specificamente dalla legge, la determinazione dell'oggetto per cui è conferita e dei fatti ai quali si riferisce.

Se la procura è rilasciata per scrittura privata al difensore, la sottoscrizione può essere autenticata dal difensore medesimo.

La procura è unita agli atti.

2. Per le pubbliche amministrazioni è sufficiente che la procura sia sottoscritta dal dirigente dell'ufficio nella circoscrizione in cui si procede e sia munita del sigillo dell'ufficio.

3. Non è ammessa alcuna ratifica degli atti compiuti nell'interesse altrui senza procura speciale nei casi in cui questa è richiesta dalla legge.


Art. 123 - Dichiarazioni e richieste di persone detenute o internate
1. L'imputato detenuto o internato in un istituto per l'esecuzione di misure di sicurezza ha facoltà di presentare impugnazioni, dichiarazioni e richieste con atto ricevuto dal direttore.

Esse sono iscritte in apposito registro, sono immediatamente comunicate all'autorità competente e hanno efficacia come se fossero ricevute direttamente dall'autorità giudiziaria.

2. Quando l'imputato è in stato di arresto o di detenzione domiciliare ovvero è custodito in un luogo di cura, ha facoltà di presentare impugnazioni, dichiarazioni e richieste con atto ricevuto da un ufficiale di polizia giudiziaria, il quale ne cura l'immediata trasmissione all'autorità competente.

Le impugnazioni, le dichiarazioni e le richieste hanno efficacia come se fossero ricevute direttamente dall'autorità giudiziaria.

3. Le disposizioni del comma 1 si applicano alle denunce, impugnazioni, dichiarazioni e richieste presentate dalle altre parti private o dalla persona offesa.


Art. 124 - Obbligo di osservanza delle norme processuali
1. I magistrati, i cancellieri e gli altri ausiliari del giudice, gli ufficiali giudiziari, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria sono tenuti a osservare le norme di questo codice anche quando l'inosservanza non importa nullità o altra sanzione processuale.

2. I dirigenti degli uffici vigilano sull'osservanza delle norme anche ai fini della responsabilità disciplinare.

Sei un esperto, uno studioso o sei interessato alla materia?

Compila il form, puoi proporre un contributo al nostro articolo, oppure presentarci eventuali domande, richieste di approfondimento, nonché personali aspetti di interesse che vorresti né diventassero integrazione.

Ovviamente non rispondiamo ad ogni messaggio, tuttavia li leggiamo tutti con molta attenzione.

Alcuni infatti, richiedono private considerazioni, altri daranno vita alla composizione di apposite, e opportunamente anonimizzate, domande frequenti che pubblicheremo sul sito, i restanti, invece, oltre a poter costituire “oggetto” di apposite prospettive di indagine e verifica, potranno suggerire argomenti di futura trattazione dei nostri articoli.

Grazie per l’eventuale contributo

Buon lavoro a tutti.
Italiana Investigatori Network

Rilascio il consenso *
(GDPR 2016/679 UE)

Investigazioni aziendali
Investigazioni aziendali

Un sistema aziendale è paragonabile ad un orologio che, composto da un numero di ingranaggi proporzionale alla complessità del progetto e degli automatismi, basa la sua efficacia sulla perfetta combinazione dei movimenti di ogni componente.

Scopri di più
Investigazioni personali coniugali e familiari
Investigazioni personali coniugali e familiari

L’ambito familiare, nell'aspettativa delle persone, è desiderio di poter coltivare un “giardino segreto” per la propria esistenza. La cornice e la sede delle emozioni più alte, l’amore di una vita, i figli nati da tale amore, i propri genitori, i propri cari.

Scopri di più
Investigazioni per controllo dipendenti
Investigazioni per controllo dipendenti

Il valore superiore intorno al quale verte tutto il settore delle investigazioni sui dipendenti, si incentra su una dimensione a tutto tondo dei concetti di fiducia e fiduciarietà.

Scopri di più
Indagini di corporate governance
Indagini di corporate governance

Servizi disegnati a salvaguardia degli stakeholders, dei soci e dei loro soggetti di riferimento all’interno dell’organizzazione, a garanzia del consiglio di amministrazione e del board dirigenziale o del suo management.

Scopri di più
Indagini particolari
Indagini particolari

Il novero delle indagini che hanno elementi "peculiari" tali, da non rientrare in nessuno degli ambiti “caratterizzati”, oppure che hanno profili di multidisciplinarietà che ne consentirebbero una trattazione sovrapposta fra diverse aree.

Scopri di più
Investigazioni per studi legali
Investigazioni per studi legali

In tutte le fattispecie nelle quali si rende necessaria l’acquisizione di prove, finalizzate a far valere o tutelare un diritto in sede giudiziale, entra in gioco l’attività dell’investigatore privato, il cui campo d’azione, prima limitato alle sole controversie civilistiche in senso ampio, si è ampliato alla procedura penale.

Scopri di più
Indagini settoriali e industriali
Indagini settoriali e industriali

In questa categoria, si è pensato di rivisitare analiticamente tutto l’elenco dei macro-settori di attività economica, per segnalare quegli ambiti nei quali il ruolo dell’investigatore privato può sviluppare una serie di rilevanti sinergie.

Scopri di più
Servizi di sicurezza aziendale e personale
Servizi di sicurezza aziendale e personale

L’attività che contraddistingue tale disciplina è lo studio, lo sviluppo, l’attuazione di strategie, politiche, piani di emergenza tesi alla prevenzione, contrasto e soluzione di eventi dolosi o colposi, progettati per provocare danno a persone, risorse materiali e immateriali, organizzative ed umane dell’azienda.

Scopri di più
Investigazioni commerciali patrimoniali e finanziarie
Investigazioni commerciali patrimoniali e finanziarie

Seguendo il portato dell’antico detto popolare “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, è opportuno approfondire tutti gli aspetti relativi ad attuali, o potenziali futuri, interlocutori.

Scopri di più
Due diligence e Audit
Due diligence e Audit

Originariamente nata con la precisa caratteristica di essere uno strumento di controllo e validazione di dati esistenti, è stata successivamente affiancata da un’attività previsionale e programmatica, tesa a delineare con affidabile precisione quelli che, tecnicamente, sono stati definiti: “best and worst case scenario”.

Scopri di più
Investigazioni per recupero crediti
Investigazioni per recupero crediti

Molte agenzie investigative hanno scelto di applicarsi, anche con tecnologie e know-how propri, al mondo dei crediti di difficile recuperabilità. Fenomeno i cui volumi si sono accresciuti in un momento che registra una delle crisi economico-finanziarie più gravi di tutti i tempi.

Scopri di più
Indagini su frodi assicurative
Indagini su frodi assicurative

Le frodi assicurative, a volte, assumono l’articolazione propria di una trama cinematografica in cui si muovono diversi attori, come falsi testimoni, o avvocati e medici di scarso spessore deontologico, oppure altri esponenti attivi nella filiera della liquidazione del sinistro che ricoprono un ruolo per orchestrare azioni illecite a danno delle assicurazioni.

Scopri di più
Bonifiche Ambientali, Tecnologiche e Digitali
Bonifiche Ambientali, Tecnologiche e Digitali

Sempre più spesso, il compito dell’agenzia investigativa è quello di verificare, nei più svariati contesti di vita personale, personalissima, lavorativa e professionale, che la piena libertà di espressione, pensiero ed azione di un individuo (persona fisica, azienda, etc.) sia totalmente esente dai rischi di “intercettazione”.

Scopri di più
Investigazioni digitali
Investigazioni digitali

I reati più classici, come ad esempio la rapina, si sono affinati in chiave tecnologica, mantenendone, tuttavia, la stessa odiosità ed afflittività. Diventa ininfluente trovarci di fronte ad un malintenzionato, mascherato e travisato, che ci punta una pistola oppure ad un hacker che “saccheggia” i dati della nostra carta di credito per sottrarre fondi di nostra piena ed esclusiva proprietà.

Scopri di più
Indagini tecniche e scienze forensi
Indagini tecniche e scienze forensi

Le moderne investigazioni forensi trattano dell’applicazione di tecniche e metodologie scientifiche a tutto il sistema delle investigazioni di carattere giudiziario, onde consentire l’accertamento di un reato, il suo autore, il nesso eziologico tra condotta e reato, nonché tutte le condizioni di contorno che caratterizzano ogni “unicum” costituito da una fattispecie.

Scopri di più
Cybersecurity
Cybersecurity

La varietà degli attacchi informatici è caleidoscopica. Spazia dalla vulnerabilità “0Day”, allo “Spear Phishing”, al “Malware Fineless” residente solo sulla memoria RAM, al “Ransomware”, ad attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), alle tecniche “Man In The Mail” e “Man In The Middle”.

Scopri di più