Le indagini non si improvvisano: seguono una sequenza precisa.
Audit preliminare
→ raccolta delle segnalazioni interne, analisi del certificato INAIL e dei certificati medici correlati;
→ ricostruzione della dinamica dichiarata dell’infortunio (luogo, orario, testimoni, eventuali video o log aziendali).
Pianificazione mirata
→ definizione degli obiettivi probatori (verificare se il lavoratore svolge attività incompatibili, dove si trova, quali abitudini mantiene durante la prognosi);
→ scelta dei luoghi e degli orari più significativi per l’osservazione.
Sorveglianza discreta
→ documentazione foto/video in alta definizione delle attività svolte durante il periodo di assenza (spostamenti, lavori fisici, sport, hobby impegnativi);
→ attenzione a non invadere luoghi di privata dimora o spazi protetti.
Raccolta di riscontri
→ ascolto del personale, eventuali vicini di casa, gestori di strutture sportive (ove lecito);
→ analisi di elementi disponibili su canali digitali (social, stories, geolocalizzazioni, post pubblici).
Digital forensics e OSINT
→ verifica di contenuti pubblicati dal lavoratore (foto, video, commenti) che mostrino attività incompatibili con lo stato di inabilità;
→, se inserito in procedimenti e con i necessari titoli, analisi di pagamenti POS, carte fedeltà o transazioni per ricostruire spostamenti significativi.
Report “court–ready”
→ relazione tecnica con timeline dettagliata, allegati fotografici e video, indicazione delle giornate e delle attività documentate;
→ hash (es. SHA-256) dei file multimediali e catena di custodia per poterne garantire integrità e origine.