Il referto poligrafico non è una formula magica, ma un documento tecnico che deve essere leggibile e verificabile.
Normalmente contiene:
→ Dati di contesto
Richiamo del quesito, data e luogo dell’esame, soggetti presenti, strumenti utilizzati (modello, versione software), durata della sessione.
→ Descrizione della procedura
Protocollo adottato, numero e tipologia delle domande, eventuali interruzioni, artefatti o condizioni particolari che possono avere influito sul test.
→ Tracciati e punteggi
Rappresentazione grafica delle principali variabili fisiologiche, con attribuzione di punteggi secondo standard riconosciuti e indicazione del margine di incertezza.
→ Valutazione tecnica
Conclusione espressa in termini di compatibilità (risposte tendenzialmente sincere), incompatibilità (risposte tendenzialmente non sincere) o esito inconclusivo, con spiegazione delle cautele interpretative.
→ Elementi di integrità
Impronte hash dei file digitali, riferimenti ai sistemi di archiviazione, tempi di conservazione previsti, firme digitali e marcature temporali dove applicato.
Il report non attribuisce colpe o responsabilità giuridiche: offre un quadro tecnico che può essere integrato, a discrezione dei legali, nel più ampio insieme delle evidenze disponibili.